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Il monitoraggio biologico o biomonitoraggio utilizza organismi viventi definiti biosensori come rilevatori degli inquinanti presenti in un dato ambiente.
Tali biosensori possono essere vegetali o animali.
Tra i biosensori animali rientrano gli insetti tra cui l’Apis mellifera.
Attraverso il biomonitoraggio è possibile:
- Ottenere la fotografia ambientale del territorio
- Effettuare la “mappatura” delle aree e tracciare “l’indice di ricchezza biologica”
- Individuare la presenza di nuovi inquinanti prima non
rilevabili.
- Discriminare le diverse fonti di inquinamento sia esse
puntiformi, lineari o diffuse.
- Determinare interventi di risanamento specifici per
l’area analizzata.
- Tracciare la storiografia del disturbo ambientale
censito, e stimarne la possibile evoluzione futura.
- Creare una rete di garanzia che, controllando tutta la
filiera, dal vegetale all’animale, consenta una tracciatura
dei prodotti tipici locali evitando qualsiasi tipo di
alterazione o frode del prodotto e garantendone, nel
contempo, sia la qualità che l’origine.
Tale sistema non è alterabile da squilibri manutentivi e
pertanto consente di fornire alle popolazioni locali
informazioni reali e precise sullo stato di salute
dell’ambiente. |